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La citta'

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LA CITTA'
Lecce alla luce del sole


Lecce fu un antichissimo centro messapico, ma fu sotto il dominio dei Romani che la città (Lupiae) acquistò una certa importanza. Disputata a lungo durante la guerra gotica nel VI sec, fu saccheggiata e conquistata due volte da Totila. Decaduta sotto i Longobardi, dopo la morta di Ottone II passò sotto il controllo dei bizantini che fecero della città un importante centro religioso e culturale.

Nel 1040 circa, dopo la conquista da parte dei Normanni, Lecce divenne contea e seguì le sorti del regno. Da Federico II passò al figlio Manfredi; nel XIII sec. passò agli Angiò, fu feudo dei Brienne che provvidero a recingerla di mura, poi nel XIV sec. degli Enghien e degli Orsini-Del Balzo.

Per via della sua posizione strategica, nel XV divenne punto d’incontro dei traffici commerciali nel basso Adriatico , raggiungendo un benessere economico tanto da attirare le mire dei Turchi.

Durante la guerra dei trent’Anni, nel 1647, la città si sollevò contro il fiscalismo spagnolo. Altra insurrezione si ebbe nel 1848: i liberali costituirono un governo provvisorio, subendo successivamente le persecuzioni da parte del governo borbonico. Nel 1860 la città venne annessa al Regno d’Italia.

L’ attuale città è da considerarsi un vero e proprio museo all’aperto grazie ai vari monumenti e reperti visibili (partendo dall’Anfiteatro, passando per le chiese barocche, fino ad arrivare alle costruzioni del periodo fascista), che hanno conferito a Lecce il nome di “Firenze del Sud” e di “Atene della Puglia”.

Nonostante il passare dei secoli, Lecce non ha perso il suo carattere di punto d’incontro di varie culture; basta passeggiare nel centro della città per rendersi conto del meltin’ pot di razze e culture presenti attualmente sul territorio.

Aguzzando la vista, infatti, troviamo piccoli negozi con oggetti provenienti dall’Africa, dall’Asia e dal Sud America e anche locali con cucina “a- tipica” (il cinese va per la maggiore).

Notevole è il numero di botteghe nostrane: pietra leccese, cartapesta e piccoli negozi che vendono prodotti tipicamente salentini, genuini e gustosi (altro che agricoltura biologica!!).

Per chi ha voglia di spendere (cosa non facile per un universitario fuori sede) vi sono boutique e negozi di “marca” lungo via Trinchese e nell’ enorme, caotica,luminescente e sovraffollata Piazza Mazzini (il paese dei balocchi per il lato consumista di ognuno di noi); per chi invece è a corto di quattrini troverà “rrobba bbella, a pochi euri” andando al mercato che si tiene tutti i lunedì e venerdì sul viale dello stadio.

Per chi non è automunito e non ha voglia di macinare Km a piedi (visto che il servizio pubblico dei trasporti non è dei migliori), può fare lo spendaccione presso il mercatino permanente di piazza Libertini-piazzale Poste.

Per i giovani svariati sono i luoghi d’incontro, ma Piazza Sant’Oronzo e Piazza del Duomo sono le più in voga nonché le piazze più caratteristiche.

Per chi avesse voglia di sorseggiare una birra numerosi sono i pub disseminati per il centro, ma la zona più “in” e “fashion” è quella che va da Piazzetta S. Chiara fino a Porta S. Biagio (la zona della movida, giusto per essere più chiari).

Numerosi sono i bar e i caffè che permettono al viandante assetato (!?) di ristorarsi e di godersi le monumentali bellezze della città; caffè Alvino, Bar Paisiello, caffè del duomo sono quelli che offrono lo spettacolo più suggestivo.

Se invece avete “ fame e sete “ di cultura le librerie Icaro (l’unica a fare lo sconto agli universitari) e Liberrima fanno al caso vostro.

Se dopo tutto questo girovagare ancora non siete stanchi e smaniate dalla voglia di conoscere la città… prendetevi una cartina e continuate la vostra passeggiata… non posso mica dirvi tutto!!!!!
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